Un racconto sprecato tra paludi e palazzi i mostri della politica L’astuto Statuto del M5Stallo – Conte vince per partito preso – I nuovi sindaci Salvini Meloni Letta

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EPISODIO I La Politica raccontata

Ogni giorno la politica italiana ci dà modo attraverso i titoli dei giornali di tifare per l’una o l’altra sponda, squadra o partito che sia, nel classico gioco delle contrapposizioni e dei distinguo. Mai come in questo momento è stata fluida e trasversale, nessun orizzonte veramente politico a cui tendere. La ricerca di consensi che sappiano acquietare le diverse ansie del momento muovono esternazioni e Twitter in ogni direzione per poi rientrare sotto l’ala del Draghi Mario e non perdere la ghiotta occasione di partecipare al banchetto monetario promesso dal Pnrr acronimo pernacchioso di piano nazionale di ricostruzione resilienza. Vi ricordate il famoso “Lavoratori… Prrr” di Albertone Sordi? Beh oggi potremmo finire la frase con un bel …Pnrr che mette d’accordo tutti anche chi finge di non esserlo. Cominciamo a muoverci in queste paludi, come si definiva la politica negli anni scorsi con il linguaggio delle prime repubbliche, senza muoverci veramente( del resto paludi sono) e chi vi sta affondando come il M5Stallo compie una marcia inversa, da movimento si ingessa a Statuto certo approvato a maggioranza ma non degli elettori in generale, ma di elettori facente parte di una rete sempre più chiusa ai cambiamenti. Curioso lo sviluppo storico di un movimento nato dal basso e difficile da contenere prima della sua svolta a vocazione governativa, che ora si cala dall’alto uno Statuto  approvato a maggioranza ma non degli elettori in generale, ma di elettori facente parte di una rete sempre più autoreferente e attaccata al seggio. Il movimento, partito dal basso stanco dei giochi della politica, si trasforma ora in un movimento diretto dall’alto, con uno  Statuto voluto da Conte, in un partito stabile e già confezionato con a capo come Segretario o altro nome di fantasia, Conte stesso che si pone al comando. Tanto gli elettori, quelli dei seggi sparsi in tutta Italia con tanto di scheda elettorale, per ora non possono esprimersi a riguardo, non possono decidere niente. O forse qualcosa si se si terranno le amministrative previste il 3 o 4 ottobre. Sicuramente sulla possibilità di elezioni tradizionalmente intese peserà anche il modello di green pass adottato perché, nonostante le discussioni e i distinguo che fanno di ogni partito di maggioranza a parole un partito di opposizione, Draghi ha intenzione di mettere i refrattari in fila per il vaccino non con un obbligo, di cui potrebbero poi rispondere le casse dello Stato, ma con una persuasione forzosa. Senza green pass niente ristoranti e concerti, niente “Circenses”, potremmo solo prendere una metrò affollata come sempre. Allora avanti con gli smarcamenti. Letta si propone come Sindaco a Siena, Salvini in zona Cesarini tenta un assist su Milano. Quello dei sindaci è un lavoro duro che gli italiani non vogliono più fare, poiché molti stranieri ancora si occupano di campagne di pomodori, ai leader nazional di partito, se non vogliono lasciare poltrone vuote che  non è educazione, tocca occupare almeno le più importanti. Siena è un centro finanziario dai mille volti, per non dire misteri, che è bene non lasciare scoperto e Milano è Milano con i vantaggi e i rischi del caso. La domanda ora sarebbe: arriverà a Roma la candidatura della Meloni, magari con l’investitura di Forza Italia e di Salvini che punta invece alla capitale del nord? Certo rischierebbe di bruciarsi la candidatura a Presidente del Consiglio, in caso di elezioni, ma se il Traghettatore dell’Italia dei prossimi anni sarà come si avverte Draghi, al di fuori di ogni alchimia politica, forse la via dei Sindaci rimane un percorso per restare in gara. Del resto a sentire Mastella oggi i Sindaci sono il centro politico dell’Italia. E questo la “vecchia politica” l’ha capito forse più che non la “nuova politica”.           

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